Francesco Paolo D’Amico, CEO e Founder di damico.ai, assume insieme all’avv. Francesca Sebastio la Direzione del Centro Studi Consumerismo.
La decisione è stata assunta dal Consiglio direttivo di Consumerismo No Profit, che ha affidato loro il compito di accompagnare la nuova fase di crescita e sviluppo del Centro Studi Consumerismo.
Per damico.ai si tratta di un passaggio significativo, che conferma la direzione intrapresa in questi anni: portare l’intelligenza artificiale fuori dalla sola dimensione tecnica, per renderla uno strumento di consapevolezza, tutela, sviluppo umano e innovazione responsabile.
Il Centro Studi Consumerismo rappresenta un punto di riferimento per la tutela dei consumatori, l’analisi dei dati e lo studio dei fenomeni socioeconomici. La nuova Direzione avrà il compito di rafforzarne il ruolo come luogo di ricerca, confronto e proposta, capace di mettere in dialogo cittadini, istituzioni, imprese e comunità.
In una fase storica segnata dall’accelerazione dell’intelligenza artificiale, dalla crescita delle piattaforme digitali, dall’uso massivo dei dati, dalla disinformazione e dall’emergere di nuovi diritti, il tema della tutela dei consumatori assume una dimensione sempre più ampia.
Non riguarda più soltanto il rapporto tra cittadino e mercato.
Riguarda il modo in cui le persone si informano, scelgono, acquistano, si fidano, delegano decisioni e interagiscono con tecnologie sempre più persuasive e integrate nella vita quotidiana.
Il contributo di damico.ai
damico.ai nasce proprio per accompagnare persone, professionisti e imprese in un uso più consapevole dell’intelligenza artificiale.
Attraverso il Metodo ORMA, damico.ai lavora sul rapporto tra AI, stile decisionale, comportamento umano, formazione e sviluppo organizzativo. L’obiettivo non è semplicemente introdurre nuovi strumenti digitali, ma aiutare le persone a comprendere meglio come decidono, quali rischi corrono quando delegano troppo alla tecnologia e come possono costruire un rapporto più lucido, autonomo e responsabile con l’AI.
In questo senso, la Direzione del Centro Studi Consumerismo rappresenta una naturale evoluzione del percorso già avviato da Francesco Paolo D’Amico sui temi dell’AI literacy, della vigilanza decisionale, dell’Effetto Placebo Digitale e dell’innovazione comportamentale.
AI, consumatori e nuove economie
L’intelligenza artificiale sta modificando profondamente il rapporto tra cittadini, imprese e istituzioni.
Chatbot, motori di raccomandazione, assistenti virtuali, sistemi automatizzati, piattaforme digitali e strumenti generativi influenzano sempre di più il modo in cui le persone accedono alle informazioni, valutano le alternative e prendono decisioni.
Per questo diventa fondamentale costruire una nuova cultura della tutela: non solo difesa del consumatore dopo un danno, ma educazione preventiva, consapevolezza digitale, capacità critica, trasparenza e responsabilità nell’uso delle tecnologie.
Il Centro Studi Consumerismo potrà contribuire a questa evoluzione attraverso analisi, studi, position paper, attività divulgative e proposte utili al dibattito pubblico.
Una responsabilità nuova
Francesco Paolo D’Amico, Innovation Manager certificato UNI 11814, Consigliere Scientifico di Consumerismo, fondatore di damico.ai e creatore del Metodo ORMA, porterà all’interno del Centro Studi il lavoro sviluppato negli ultimi anni sul rapporto tra intelligenza artificiale, persone, imprese e consapevolezza nelle decisioni.
Accanto a lui, l’avv. Francesca Sebastio, esperta di diritto dei consumatori e già funzionaria AGCM, contribuirà con una competenza giuridica e istituzionale di alto profilo.
La nuova Direzione nasce quindi dall’incontro tra competenze tecnologiche, giuridiche, scientifiche e sociali, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo del Centro Studi Consumerismo come spazio autorevole di ricerca, confronto e proposta.
Per damico.ai questo incarico rappresenta un riconoscimento importante, ma anche una responsabilità.
Perché l’intelligenza artificiale non è più soltanto una questione di efficienza o produttività.
È una questione culturale, educativa, economica e civile.
Ed è proprio qui che damico.ai continuerà a portare il proprio contributo: aiutare persone, imprese e comunità a usare l’AI non per delegare il pensiero, ma per renderlo più consapevole.

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